Credere che tutto quello che ha a che fare con il Web sia semplice e immediato è un’idea profondamente radicata nell’immaginario collettivo, difficile da estirpare

Gli stereotipi con cui chi lavora sui Social Network si trova a combattere ogni giorno sono davvero infiniti. Alzi la mano chi non si è sentito dire almeno una volta nella vita frasi del tipo “giocare tutto il giorno su Facebook non è un lavoro” oppure “è ora che trovi un vero lavoro“.

 

Fortunatamente i tempi stanno maturando e il ruolo del Social Media Manager diventa sempre più conosciuto e considerato alla stregua di altre professioni. Perché questo è il punto fondamentale: un SMM è una figura professionale competente, che lavora e fatica molte ore al giorno, che deve avere conoscenze specifiche negli ambiti più disparati e soprattutto che deve tenersi costantemente aggiornato sulle ultime novità del mondo digitale per essere sempre un passo avanti agli altri.

 

Ci è sembrato quindi doveroso sfatare 5 falsi miti che circolano sul conto del lavoro di questo professionista del Web 3.0.

 

1. Può farlo chiunque, che ci vuole! Per un’affermazione del genere una risposta sarebbe superflua ma diciamo che non è un caso se quelli del New York Times – che non sono certo i primi sprovveduti – già nel lontano 2009 assumevano per la prima volta nella storia un Social Media Manager. L’improvvisazione non è contemplata, come in nessun altro lavoro e pensare questo non fa che sminuire il lavoro di tanti professionisti che mettono anima e corpo in quello che fanno. Credere che il successo e la popolarità di un determinato brand siano dovuti al caso è una sciocchezza.

 

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2. Un Social Media Manager “gioca” tutto il giorno su Facebook o su Instagram. Qui ci scontriamo con uno degli stereotipi più diffusi, magari fosse così! Pubblicare un post su Facebook o una foto su Instagram non è che il prodotto finale di una lavoro meticoloso e accurato che comprende ricerche, analisi e monitoraggi che vanno poi a comporre una strategia digitale basata su contenuti selezionati, ossia ciò che distingue un professionista da chi si improvvisa.

 

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3. Questo lavoro non comporta nessuna pressione o responsabilità, anzi è rilassante. Non per ripeterci ma sarebbe fantastico se fosse così. Certo è fuor di dubbio che sia un lavoro stimolante, avere a che fare sempre con contenuti nuovi relativi a settori completamente differenti tra loro contribuisce molto alla crescita personale e culturale. Ma il rovescio della medaglia c’è e non può essere dimenticato. Spesso un SMM si trova a dover gestire budget molto importanti nelle sue campagne e ha in mano la reputazione e l’immagine dei propri clienti. Lavorare sotto pressione è una situazione meno rara di quanto si possa credere.

 

4. Per fare Social Media Management non serve un budget, si può fare tutto gratis. Altra nota dolente: postare su Facebook è gratis, twittare è gratis, condividere video su Youtube è gratis, quindi perché spendere? Semplicemente perché sfruttare gli spazi specifici destinati all’advertising con campagne mirate ha un costo, avviare una sponsorizzazione su Facebook circoscrivendo il proprio target richiede dei fondi. Il fatto che i Social Network diano la possibilità di iscriversi e di usare alcuni strumenti a titolo gratuito non vuol dire che il Social Media Management sia a costo zero.

 

5. Un SMM lavora solo poche ore a settimana. Eccoci al mito dei miti. Come se in questo lavoro bastasse timbrare il cartellino alle 18 e tornare a casa tranquilli fino alla mattina dopo. Il Web non dorme mai: c’è sempre bisogno di monitorare, modificare, controllare. Un Social Media Manager è sempre connesso: a casa, a lavoro, in macchina. Se arriva una notifica va controllata, se arriva un messaggio bisogna rispondere il prima possibile.

 

Credere che tutto quello che ha a che fare con il Web sia semplice e immediato è un’idea profondamente radicata nell’immaginario collettivo, ed è per questo difficile da estirpare. Fortunatamente la società sta evolvendo e queste professioni col tempo verranno considerate con la dignità e il rispetto che meritano.

 

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Martina Mugnaini

Nata e vissuta a Roma, ho un ancestrale e inscindibile legame con le mie origini fiorentine. Classe 1991, Laureata in Letteratura e lingua alla Sapienza. Sono una giornalista e amo scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la cultura, la letteratura ed il teatro. Lavoro nel campo del Web Writing dei Social Media e della Comunicazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero